venerdì 16 maggio 2014

Guida Galattica per Piagnoni: I miei 5 step fondamentali

E' un po' di tempo che medito di scrivere un post del genere, non perché sia un'invasata che piange sempre, ma principalmente perché dalla mia esperienza personale so che non è facilissimo svegliarsi la mattina dopo aver pianto o semplicemente aver abusato della "strofinatina sugli occhi" e sembrare fresche e rilassate.
Dawson, non piangere.
Questo post non vuole essere un vademecum né un manuale di sopravvivenza né niente di tutto ciò. Anzi, nasce da una riflessione fatta ripensando ai video meravigliosi della Lisona Eldridge tanto amata sulla PMS Face e di quello per le delusioni d'amore (!!) che tanto affliggono noi donnine. Li ho riguardati ad oltranza perché Lisa dà dei consigli semplici, da donna a donne sotto forma di "un caffè e due chiacchiere al bar". MERAVIGLIOSI. Andate a recuperli, se potete.

Se piango e mi dispero una notte intera e il giorno dopo mi sveglio con due occhi da far invidia ad un panda che faccio? Non ho una routine specifica in questo caso e, a maggior ragione, penso che situazioni del genere siano tanto delicate quanto soggettive, quindi non sono qui a scrivere cosa dovete fare voi o come dovete sentirvi voi dopo un bel pianto, ma semplicemente cosa si adatta a me e come io rimedio ad alcune fastidiose conseguenze del post-diluvio universale.


1. Acqua fresca. Il rimedio contro ogni male.
Di solito mi capita di piangere di sera. Così, andando a letto ancora con il magone, la mattina dopo mi sveglio con la faccia rossa e gonfia. Ma non solo: le palpebre sono lievitate come due panzerotti nella zona dell'attaccatura delle ciglia e tutta la palpebra mobile. Che fare?

La prima cosa che faccio sempre è aprire il rubinetto in modalità "gelata" e sciacquare via i dispiaceri con abbondante acqua fresca che, non solo aiuta a farmi sgonfiare un po', ma anche a svegliarmi del tutto. A questo punto però i gonfiore non è sparito, anzi la sensazione è quella di due cazzotti sull'occhio. Ouch. Da qui passo alla fase successiva.

2. Tempo.
Io personalmente ho bisogno di tempo. Cerco sempre di non uscire di casa immediatamente e magari (in previsione di una situazione simile) cerco di svegliarmi un po' in anticipo rispetto al solito per raccogliere un po' le idee e calmare il mio viso. Non metto subito prodotti, creme e cremine, ma lo lascio stare. Piuttosto prendo un caffè o faccio colazione con più calma. Ovviamente non tutti possiamo permetterci di "perdere tempo", specialmente se siamo di fretta e il lavoro/scuola non aspetta. Lì bisogna raccogliere tutta la buona volontà, tirarsi su le maniche e andare avanti con la routine. Quindi applico la mia crema giorno (ultimamente ne uso una di Bottega Verde, intercambiandola con la crema idratante per pelli normali Vivi Verde gentilmente regalatami da Irina VonP a novembre e di cui non ho mai parlato, me tapina!) e la lascio penetrare bene nella pelle prima di fare qualsiasi altro step.

3. Trucco, quel poco che basta per farti stare bene.
Come ho già detto, le mie palpebre mobili all'attaccatura delle ciglia si gonfiano a dismisura e l'arrossamento è purtroppo molto evidente. In questi casi, lo step del trucco è necessariamente soggettivo perché ognuno avrà un punto critico su cui dover lavorare per cercare di sembrare fresche come una rosa (poi magari dentro siamo aperte, distrutte, devastate ma io, da Cancro quale sono, odio farmi vedere così, preferisco nascondere ai più i miei cazzi e sfogarmi con chi so che mi capirebbe senza problemi in separata sede).

Per la base viso cerco, per quanto possibile, di nascondere i rossori intorno a naso, bocca e fronte (quelli più evidenti per me) con un correttore (Catrice Camouflage in Ivory per il momento). Ma rimanendo sempre leggera e non stratificando troppo o rischierei di diventare una maschera poco naturale. In alternativa, uso una BB cream e questo oltre ad uniformare, allevia anche i rossori senza dover ricorrere al correttore stesso. Infine inciprio il tutto con una cipria trasparente.

Poi applico un blush decisamente non "spento", una colorazione vivace che stesa sulle guance mi dia un effetto fresco e sano, come ad esempio London Mood di Neve Cosmetics ben sfumato o un rosa come Flamingo di Sleek. Senza esagerare perché, per quanto voglia dare l'impressione di stare bene, non voglio neanche dare troppo nell'occhio.

Sulle labbra la scelta varia spesso. Dipende davvero dal tipo di giornata che mi trovo ad affrontare: potrebbe essere una giornata da burrocacao, da MLBB per passare inosservata ma essere presentabile e carina o un rossetto del colore che più vi fa stare bene. Io sceglierei un rosso, magari non completamente matte e non full-on. Spesso mi capita di applicarne un po' al centro delle labbra e, con le dita, di sfumarlo leggermente per avere un effetto naturale.

4. O-o-o occhi da panda. Come rimediare.
Questo è uno step fondamentale, l'ho già ripetuto ventordici volte. Anche per gli occhi, la storia è sempre soggettiva e dipende dai giorni e dalle necessità che si hanno. Riflettendoci, spesso in queste situazioni mi capita di applicare un primer occhi che copra le discromie (Kiko Eye Base) ed essere già a buon punto: ora i rossori sono pressoché spariti e rimane solo l'evidente gonfiore soprattutto all'attaccatura delle ciglia.

In questo caso, con un ombretto scuro (nero/marrone, però né un nero troppo grigio né un marrone troppo caldo) tampono la zona creando una sorta di eyeliner sfumato, aggiungendo colore man mano e sfumando fino a quando non sono soddisfatta del risultato. Il gonfiore non sparisce come potete immaginare, ma viene camuffato dal colore scuro applicato sopra.

Mi è capitato anche di tracciare una linea netta e definita con un eyeliner in gel e fare una bella codina per allungare l'occhio. Se avete palpebre sporgenti come me, assicuratevi di fare la codina esterna e non inspessire la linea verso metà dell'occhio altrimenti l'effetto sarà tutt'altro che correttivo e risultereste ancora più "sconvolte" di prima, con occhi enormi. (Lo dico per esperienza: una volta l'ho fatto e mi hanno chiesto immediatamente se avessi pianto. Fatica sprecata.) Un'altra alternativa per me, che funziona se è la palpebra mobile ad essere puffy, è di usare dei colori naturali sui toni del marrone, rigorosamente matte e mai shimmer. Questo aiuta a camuffare e smorzare il gonfiore in quella particolare zona.

Anche le ciglia fanno il loro lavoro: io le piego con un piegaciglia per svegliare un po' lo sguardo e applico un po' di mascara nero (in questi casi preferisco non usarli colorati) per scurire ulteriormente la zona maledetta.

5. Il miglior makeup è il sorriso. 
SBEM. SDONG. SDEENG. Il titolo che fece cascare le balle anche a chi non le ha. Scusate, ero troppo tentata di usarla e non lasciarla cadere dell'oblìo delle frasi preconfezionate.

Ma torniamo a noi. Dopo aver messo mano al trucco e aver rattoppato i cocci esteriori di un pianto liberatorio e/o disastroso, dovrei essere pronta per uscire e affrontare la cavolo di giornata senza che nessuno venga da me a dirmi "Ehi, chi ti ha ridotta così?" "Lasciata col fidanzato eh?" "Ma hai pianto?" "Ti vedo strana, che hai?" tutte domande a cui puoi rispondere con FATTILI'AAAAZZITUA oppure riscoppiare a piangere perché sono degli insensibili e lo sanno (!!!) che hai un aspetto di merda e te lo dicono senza tatto! Ma noi vogliamo mantenere un'aria composta e questo significa lasciar perdere qualsiasi cosa ci abbia fatte stare male il giorno prima.

Dedichiamoci al lavoro, allo studio, agli amici e spostiamo la nostra attenzione a qualcosa di positivo o di diverso. Badate che non sono qui a dirvi che dovete/dobbiamo per forza stare bene; sono consapevole che non può essere sempre tutto rose e fiori. E non credete a chi vi dice che è sempre felice e che la vitaaa è meraviiglioosa!!1!1!! perché non è così. Fa schifo, certe volte. Ma per quanto faccia schifo e sia piena di delusioni e amarezze continue, il fatto di prendersi UN giorno per sorridere, fregandosene di quello che ci fa stare male per me significa avere le palle di tirarsi su DA SOLI. Quindi sorridiamo e basta. Almeno per un giorno.




Questi erano i miei cinque step fondamentali per sentirmi a  mio agio anche dopo un pianto disperato. E voi come vi comportate in queste situazioni? Avete una routine specifica? Fatemelo sapere nei commenti che ho voglia di chiacchiere!
Alla prossima, un bacio





Disclaimer: Nessun/a fidanzato/a è stato/a lasciato/a per scrivere questo post, ve lo assicuro.