sabato 5 settembre 2020

HOW DID I GET HERE | Come sono diventata dialoghista per il doppiaggio

 Questa è una storia che in pochi conoscono. Forse solo i miei amici stretti su Facebook sapranno di cosa parlo perché l'avevo menzionata tanti anni fa, ma oggi vorrei condividerla anche con voi.

Ieri stavo guardano il nuovo video del podcast di Sam & Alyssa "approachable" (disponibile su tutte le piattaforme blablabla, ma anche e soprattutto su Youtube,  in cui l'ultimo argomento affrontato è "Are we where we thought we'd be?", un argomento piuttosto vasto che le ragazze hanno giustamente suddiviso in più categorie: quella professionale, quella amorosa, i progetti futuri ecc... E appena hanno iniziato a parlare di cosa sognavano di diventare quando erano piccole, eccolo di nuovo quel flash nella mia mente, che ogni tanto mi ricorda che ho fatto la scelta giusta, che sono sulla strada giusta, che il percorso battuto era quello destinato a me.

Questa è la storia di come sono diventata una traduttrice e dialoghista per il doppiaggio.
Fa un po' ridere, ma fa pure tenerezza, spero apprezzerete.

1998.
Interno giorno, salotto.
Ho circa 9 anni e da poco mi è stata regalata dai miei genitori la nuovissima VHS di un film d'animazione che si chiama Anastasia. L'ho appena vista insieme a mia madre e mia nonna e tutte e tre abbiamo già pianto un sacco, e riso un sacco e gioito un sacco e pianto di nuovo un sacco fino alla fine quando tutte e tre abbiamo sospirato all'unisono un sacco "AWW". Mamma e nonna fanno per alzarsi, ma io prendo il telecomando e torno indietro (if you know, you know). Rewind completo del VHS, tempo stimato: circa 20 minuti. Aspetto con pazienza e la riguardo. E poi un'altra volta ancora. A quel punto, mia madre mi stacca dalla TV. Era già successo con "Basil l'investigatopo", e poi molto, molto, moolto più avanti negli anni con "Titanic", e "Pearl Harbor" e "40 giorni e 40 notti" (avevo una cotta per Josh Hartnett, va bene? Still do, btw) e poi con "Il Destino di un Cavaliere" (always rest in power, Heath), ma queste sono altre storie e magari facciamo che non ve le racconto.

"A letto! Forza! Basta con quella cassetta, la guardi di nuovo domani!" urla dalla cucina mamma.

E così ho fatto, l'indomani e l'indomani ancora e così per molto, molto tempo l'ho riguardata fino alla nausea di mia madre che non ne poteva più, mentre io piangevo sempre al momento di "Quando viene dicembre" e "Cuor non dirmi no" che se penso alla melodia piango pure adesso a 31 anni. Anzi, manco a dirlo e ora scrivo con i lacrimoni, regà. Nun se ne esce proprio: Anastasia è il miglior film di sempre, fight me. Queste sono state le ninne nanne che ho cantato ai miei nipoti quando erano in fasce, che vi devo dire? Sono pure Cancro, dai.

Sempre interno giorno.
Una settimana dopo. O forse di più, chi può saperlo.
A questo punto conosco a memoria ogni scena, ogni cambio scena, ogni battuta e contro battuta, ogni canzone e titolo di coda. Ho le mie scene e le mie battute preferite e le aspetto con impazienza per ripeterle ad alta voce.

>"Ao!" E lo ripeto: "Ao!"; "Dammi un segno... un indizio!"; "Quando anche l'ultima dei Romanov... morirààààà!"; "Sei tu... Sei davvero tu!"; "Dasvidania!"

Ed eccolo il ricordo di cui parlavo a inizio post.
Sono seduta sul divano con un foglio di carta sulle gambe su cui ho disegnato dei tasti e le lettere dell'alfabeto e mentre il film scorre e i personaggi parlano, io schiaccio furiosamente sulla mia finta tastiera e contemporaneamente recito ad alta voce le battute.

Certo, esisteva già Windows '98, ma quanti di noi veramente avevano disponibilità per comprare un computer o sapessero davvero come usarlo? Mio fratello riuscì a procurarsi un '98 usato solo anni dopo, verso il 2000, con cui non facevo altro che disegnare con Paint. Quindi ecco, a 9 anni, senza sapere cosa fosse un PC, disegnare una tastiera e simulare una trascrizione dialoghi mi pare un filino precoce. Senza contare che, col senno di poi, gli adattamenti dialoghi dell'epoca erano fatti con l'aiuto di tomi pesantissimi, vocabolari cartacei giganteschi, enciclopedie e altre risorse, come la cassetta originale in inglese arrivata da oltreoceano per poter provare le battute da doppiare. E probabilmente in pochissimi usavano già il computer, figurarsi un personal computer portatile su cui trascrivere lo script adattato.

Questo flash è talmente vivido che ogni volta che lo ricordo, mi ritrovo su quel divano che i miei hanno conservato per anni durante i vari traslochi, un divano lunghissimo che prendeva un'intera parete di velluto marrone e beige, con intarsi in legno splendidi e particolarissimi; ed è come se non fosse passato un giorno. Sono ancora quella bambina che fa tap tap frenetico su una tastiera, ora reale e fisica, e non più di carta.


Da quel momento, a 9 anni, a quando ho deciso di intraprendere la strada del Master e fare questo lavoro, ne sono passati di anni e di sogni, ma avendo studiato praticamente solo lingue straniere in tutta la carriera scolastica fino all'università, direi che il mio "path", il mio percorso era pressoché destinato ad essere questo. Solo che allora ancora non lo sapevo.

Ma ogni volta che mi viene in mente la scena di una mini-me che cercava di ripetere le battute esattamente nel momento in cui venivano pronunciate dal personaggio e che fremeva per premere i giusti tasti sul foglio di carta, mi viene da ridere e mi fa tenerezza, perché penso a quanta fantasia avevo per inventarmi un gioco solitario così vivido e premonitore, in un certo senso, e quanto quel gioco sia poi diventato realtà, sia diventato la mia vita. Non traduco né adatto film famosi, o serie TV di livello, non sono ancora del tutto entrata in contatto con quel mondo, ma nel mio piccolo, fatto di programmi TV e di documentari di varia natura, tra il riso e il pianto, mi rendo conto di quanto questo sia esattamente il punto dove dovevo essere e dove pensavo e speravo di arrivare, seppur inconsciamente, quando ero piccola. 

Spero un giorno di poter mettere la firma su un prodotto splendido anche solo la metà di quanto lo è Anastasia, e che possa avere anche solo una frazione dell'impatto che hanno avuto su di me le voci di Tosca e di Fiorello nel modellare e costruire il mio futuro.

Qualche passo e vai, dietro la speranza

La mia strada seguirò, poi saprò chi sono

ed avrò un futuro, nel mio cuore già lo so.

Sì, fa che sia un segno, non soltanto un sogno

il passato ora c'è, e un posto avrà...

Qui per me.


E voi avete aneddoti di quando eravate piccoli che vi sembrano chiari e vividi come fossero accaduti ieri? Che cosa speravate di diventare da grandi? Siete dove pensavate di essere o avete cambiato rotta o idea negli anni a venire?

Sono davvero curiosa di leggere le vostre storie!

giovedì 3 settembre 2020

SKINCARE | Paula's Choice Pore Reducing Toner

Un prodotto extra per una skincare extra?
Il toner.
Annoicipiace.

Oggi vi parlo di questo toner di Paula's Choice della linea Skin Balancing nel packaging azzurro (che ho acquistato in congiunzione al Paula's Choice Anti Redness Exfoliating Solution dal rivenditore ufficiale di Amazon.

Il Pore Reducing Toner con niacinamide è un prodotto che promette una profonda idratazione, ed è atto a minimizzare l'aspetto dei pori e a normalizzare e rinfrescare la pelle, prima dell'applicazione della crema viso. Adatto a skincare serali e giornaliere, anche se di giorno è consigliato l'uso di SPF (è consigliato sempre, anche senza la presenza di fotosensibilizzanti!).

Il toner si presenta come un liquido trasparente e leggerissimo, tuttavia la sua consistenza è particolare, - non è completamente liquida come l'acqua per intenderci, ma un filino più "thick"- e si asciuga in pochissimi secondi dopo averlo applicato. La sua particolarità, a mio parere e a seguito di un utilizzo prolungato, è l'idratazione estrema che regala alla pelle.

Prima di provarlo non ero molto convinta della reale necessità di questa tipologia di prodotto: nella mia testa pensavo: "La crema viso basta e avanza. E se non basta, cambia crema". E lo penso ancora, in parte, perché se la crema viso che usiamo non è abbastanza soddisfacente, non si asciuga nel giusto tempo, non ci sentiamo abbastanza idratati o la pelle non la tollera bene, bisogna assolutamente trovare un sostituto, ma qui parliamo di uno step "extra", nel senso di "step supplementare" ma anche di "lussuoso" e "boogie", perché non è proprio proprio proprio proprio proprio proprio obbligatorio usare un toner prima della crema viso, ma se al suo interno ci sono principi che aiutano a migliorare l'aspetto della pelle, perché no?

Io lo trovo una botta pazzesca di idratazione e poi è piacevole da stendere sul viso, soprattutto nel periodo estivo. Non ho notato alcun tipo di pizzicore o fastidio utilizzandolo, né sensibilità particolare agli ingredienti, ma ovviamente ogni pelle è diversa. Io credo di essere assolutamente persa di questo tonico e penso che potrei o riacquistarlo in futuro o provarne qualcun altro di Paula's Choice, magari di un'altra linea (ricordo che Chiara di @lavieencosmetiques usa con soddisfazione quello nel pack rosso per pelli secche). Detto questo, ne ho ancora tanto da usare (la confezione contiene 190 ml per 26 euro) e mi durerà ancora un bel po' perché ne serve pochissimo, dunque la spesa è ben giustificata, nel mio caso.

Voi lo usate il toner nella vostra skincare routine?


Prodotto acquistato, la recensione rispecchia le mie personali considerazioni a seguito del prolungato utilizzo.

giovedì 27 agosto 2020

SKINCARE | Paula's Choice Anti Redness Exfoliating Solution

Oggi vi parlo di un prodotto non nuovo nella mia skincare routine.


Sto parlando della cuginetta olandese della Luce Liquida di VeraLab, di cui vi avevo già parlato tempo fa: la soluzione anti-rossore esfoliante con il 2% di acido salicilico di Paula's Choice, della linea Clear con il packaging azzurro, adatta a pelli miste e grasse.

Si tratta di una soluzione liquida completamente trasparente (non è un toner, però) praticamente uguale a Luce Liquida; forse la distinzione la fa la percentuale di acido salicilico, che qui è chiaramente esplicitata sul packaging, mentre in Luce Liquida no, e la presenza di acido ialuronico, perfetto per reidratare i tessuti cutanei e non seccare la pelle (spesso la preoccupazione di chi non ha mai usato esfolianti chimici è proprio che secchi tanto la pelle, ma i prodotti di nuova generazione raramente lo fanno, soprattutto perché hanno concentrazioni diverse di attivi per ogni tipologia di pelle). Le funzioni principali di questo prodotto sono di illuminare la pelle, contrastare la comparsa di brufoli e punti neri, pulire e ridurre l'aspetto dei pori e attenuare i rossori del viso e devo dire che di tutti i claim la pulizia e la riduzione dell'aspetto dei pori è quello più evidente su di me.

Va passata sul viso una o due volte al giorno, con le mani o con l'aiuto di un pad (di cotone o riutilizzabile, a vostro piacere) e sopratutto non va sciacquata. Evitate il contatto con gli occhi e la zona immediatamente vicino. Io personalmente evito anche la zona delle sopracciglia in microblading per non far sbiadire troppo il pigmento, esfoliando costantemente. Poi magari quest'ultima è solo una mia paranoia, ma tant'è.

Se devo fare un paragone, e devo - il blog serve a questo - con Luce Liquida, quest'ultima sulla mia pelle è decisamente più efficace nell'eliminare ogni traccia di brufolo (esposto o sottocutaneo) o di macchia da brufolo nel giro di un paio di giorni. Mentre quello di Paula's Choice è decisamente più delicato su di me: l'esfoliazione c'è, ma penso che la percentuale di acido salicilico sia più indicata a pelli molto più sensibili della mia. O magari avendola precedentemente abituata a Luce Liquida, mi risulta più leggero e leggermente meno efficace, non saprei. Inoltre, sulla mia pelle non noto alcun pizzicore dopo averlo applicato e, nelle occasioni in cui ho smesso di usarlo, non ho notato effetto rebound (il ripresentarsi di brufoli più aggressivi, pori dilatati o rossori evidenti in seguito alla sospensione del prodotto usato). C'è da dire che ovviamente una pelle non esfoliata di frequente prima o poi tornerà ad essere spenta e problematica, ma se per qualche motivo non usaste esfolianti per una o due settimane non sarebbe una tragedia, ecco.

In conclusione, lo trovo un buon prodotto, soprattutto se cercate un esfoliante chimico ma temete di avere la pelle troppo sensibile per prodotti più aggressivi. Io questo l'ho acquistato dal rivenditore ufficiale di Paula's Choice su Amazon, il prezzo è di 34 euro per 118 ml (Luce Liquida costa 20 euro per 100 ml, fate voi le dovute considerazioni). 

Ricordo che, utilizzando esfolianti chimici, è consigliato caldamente l'uso di protezione solare alta. Io ho l'abitudine di usarlo solamente durante la skincare serale, ma si può utilizzare sia mattina che sera per un'azione più intensa. Inoltre, per avere un'idea più chiara di prodotti come questi, vanno usati con costanza almeno per 3-4 mesi per valutarne le reali performance. Non basta una settimana per dichiararlo efficace o meno.


Il prodotto è stato acquistato da me, la recensione è frutto della mia esperienza personale, a seguito dell'uso del prodotto menzionato.

giovedì 2 luglio 2020

MICROBLADING | La mia esperienza con il trucco semipermanente

Dopo anni di bitching and moaning sulle mie sopracciglia sfigate, eccomi qui a scrivere un post sulla mia prima esperienza con il trucco semipermanente alle sopracciglia. Sono extra felice di poter condividere con voi tutte le mie impressioni, specialmente perché non si trovano tanti racconti dettagliati e sul lungo termine di questa procedura che, essendo per altro lunga e discretamente costosa, merita di essere approfondita per chi, come me, ha sempre fatto fatica a decidere se farla o meno, valutando pro e contro.

Per anni mi sono detta di prendere coraggio e farlo, ma ho sempre avuto paura dell'esito finale sul mio viso, forse spaventata dai vecchi tatuaggi tribali (permanenti come quelli sulla pelle del corpo) a cui siamo stati abituati fino alla prima decade del 2000. Dopodiché, piano piano, grazie anche a Internet e a Youtube, una nuova tecnica ha iniziato a prendere piede. Alcune youtuber americane hanno dato il via al trend, arrivato poi qui non moltissimi anni fa. Devo dire che non ho trovato tante esperienze dettagliate, ma più video-spiegazione su Youtube con qualche prima e dopo, e una breve descrizione di cosa si prova e di quanto costa in media.

CHE COS'È IL TRUCCO SEMIPERMANENTE


Il trucco semipermanente è un trattamento estetico che consiste nell'innesto di un pigmento nel derma, ovvero lo strato di cute subito sotto l'epidermide. La differenza tra questo tipo di tatuaggio e i vecchi tribali è proprio la profondità: il primo è un trattamento che col tempo svanisce e che bisognerà ritoccare, mentre il secondo e più obsoleto era un tatuaggio permanente vero e proprio e, una volta fatto, l'unico modo per eliminarlo è tramite il laser; in alternativa molti decidono di coprirlo con un nuovo e più moderno design in semipermanente.

Io partivo, come saprete, da una base quasi inesistente: le mie sopracciglia non sono sopravvissute alle spinzettature fine anni '90-inizio 2000 a cui le ho sottoposte e mi hanno ripagato non ricrescendo mai più, ma rimanendo costantemente così come vedete dalla foto qui sotto. Lo stesso destino è capitato alle sopracciglia di mia cognata e di nostra cugina e così, tutte e tre, abbiamo deciso di agire e vedere come andava.


IL PROGETTO

Dopo aver parlato nel dettaglio in DM su Instagram con la professionista che ho scelto per eseguire il lavoro (Stefania Di Sante, con studio a Torino) e dopo averle spiegato e mostrato la mia situazione, abbiamo preso accordi per un primo appuntamento, in cui mi avrebbe fatto una prima consulenza a voce per ribadire quello che volevo io e come avremmo proceduto. Subito dopo, è partita con il progetto: prima disegnando con un ombretto la forma che mi avrebbe donato di più, utilizzando anche i vari strumenti di misurazione dell'arcata per il giusto distanziamento tra un sopracciglio e l'altro. 

Non ho idea di come si chiami quella specie di compasso a tre punte che vedete qui sotto, ma penso sia lo strumento più utilizzato dai professionisti del settore per avere un'idea "scolastica" di come creare un sopracciglio. Uso le virgolette perché proprio Stefania sin dal principio mi ha fatto capire che tutto ciò che è teoria accademica a volte non è poi perfettamente applicabile nella pratica. In particolare, nel mio caso il viso è estremamente asimmetrico: ho i muscoli della parte destra perennemente in tensione (il famoso sopracciglio alzato) dunque il destro ha un'altezza diversa rispetto al sinistro, anche quando è rilassato. Inoltre, ho la fronte stretta e piccolina, mentre il resto del viso ha una proporzione maggiore.

In sostanza, la consulenza e il progetto (quest'ultimo può durare anche un'ora e mezza, come nel mio caso) sono step fondamentali per capire come sarà il risultato finale, per delineare la nuova arcata e non sempre le due sopracciglia saranno poi identiche alla fine del progetto.

Vi dirò di più: non abbiate alcun timore di alzarvi, guardarvi allo specchio e ammettere che la forma non vi soddisfa, perché sarà anche trucco semipermanente e svanirà nel tempo, ma i soldi sono i vostri ed è giusto che esterniate ogni dubbio o perplessità. Se l'operatore è serio, sarà il primo a stare più tempo sul progetto per farvi felici ed eseguire un bel lavoro!

La mia idea era di avere sopracciglia simili a quelle che ho sempre disegnato io, ovviamente con le dovute misure fatte da Stefania e i suoi consigli, ma ben consapevole che il mio modo di truccarle, seppur abbastanza naturale negli ultimi anni, è comunque finto. Il mio unico obiettivo era avere una bella base scura, con qualche peletto qui e là, per essere sempre ordinata anche quando sono struccata. Quando mi trucco, invece avrei comunque aggiustato la forma e scurito il necessario per sostenere magari un makeup più strong. Ho anche fatto vedere all'operatrice varie mie foto con e senza sopracciglia truccate, proprio per farle capire qual è lo stile che più prediligo. Senza contare che il lavoro di progettazione si rivela più arduo quando non hai tanti peli, perché di fatto devi andare a creare ex novo un'arcata sopraccigliare. Se crei una coda troppo sollevata sembrerai sempre sorpresa, se è troppo bassa, sempre triste e rabbuiata; e se come me avete la palpebra tendenzialmente gonfia, la parte inferiore del sopracciglio deve andare a nascondere quel difetto e non a enfatizzarlo.

In sostanza, è una bella responsabilità e questo passaggio non va preso alla leggera.

MICROBLADING E DERMOPIGMENTAZIONE

Finalmente si entra in azione e ci si sdraia sul lettino!
Stefania per prima cosa ha applicato la crema anestetica circa 10-15 minuti prima, dopodiché ha iniziato a creare un pelo dopo l'altro con il microblading, usando un minuscolo scalpellino (o bisturi, non saprei esattamente, perché è talmente piccolo che neanche si vede). Il risultato sono tanti sottili peletti che vanno a creare l'esterno del disegno e danno a lei la misura in cui operare, rimanendo all'interno del contorno delineato.

FA MALE?

Dopo il primo passaggio leggermente fastidioso, ma che non descriverei doloroso, la crema anestetica inizia a fare effetto e, da lì in poi, si sente solo la pressione dello strumento e della mano dell'operatore sulla pelle, ma nessun vero dolore percepito.

La procedura, escluso il progetto, dura circa 2 ore.



Finito il passaggio di microbading, ciò che davvero fa la differenza è l'uso del dermografo, che assomiglia in tutto e per tutto alla macchinetta di un tatuatore, con motorino e aghetto che si muove a grande velocità, facendo penetrare il pigmento nella pelle. Questa tecnica si usa per creare un effetto più sfumato e morbido. Nel mio caso, fare solo peli su una base inesistente sarebbe stato troppo strano, senza contare che il pigmento potrebbe non attecchire ovunque e lasciare zone scoperte, perciò l'uso del dermografo ha più o meno la stessa valenza di una matita per le sopracciglia: riempimento e diffusione colore. 

FA MALE?
Anche questo passaggio con la crema anestetica non è di per sé doloroso, ma potrebbe dare fastidio a chi è più sensibile al rumore metallico della macchinetta da tatuaggio. 

Da sx a dx: risultato prima sessione, base partenza
solo microblading, microblading + dermografo


PRIMA GUARIGIONE, INTOPPI e SINTOMI RARI

In questo paragrafo in particolare divagherò un po' perché la mia esperienza è leggermente diversa dalla norma, ma si tratta di un evento isolato, perché tutto quello che verrà dopo è perfettamente in linea con le normali procedure.

Subito dopo la prima sessione, a gennaio 2020, per un paio di giorni le sopracciglia appaiono spesse e scure. Si avverte un leggero fastidio una volta svanito l'effetto anestetico, ma nulla di davvero insopportabile; potrebbe sembrare di aver fatto il botox, perché la fronte sembra rigida, ma in realtà è solo indolenzimento per via del movimento costante del dermografo.

Il consiglio per la guarigione è di non applicare né creme idratanti né bagnare con acqua le sopracciglia per almeno 3 giorni, e usare un disinfettante per cute lesa. Dopo circa 3-4 giorni inizieranno a comparire le croste, le sopracciglia appariranno leggermente rimpicciolite e inizieranno a spelarsi man mano. Dopo i 3 giorni canonici, se si avverte prurito, è possibile applicare un po' di crema. Io per sicurezza ho evitato di bagnarle direttamente per almeno 7 giorni, facendo la doccia e avendo cura di non dirigere il getto d'acqua sulle sopracciglia. Per il resto, dopo i primi giorni il pigmento dovrebbe essere già penetrato bene ed aver attecchito.

Da qui in poi, la mia esperienza diverge dalla norma, perché per tutta la prima settimana i sintomi sono stati mal di testa costante, indolenzimento, muscoli della fronte contratti, probabile rigonfiamento da stress all'occhio sinistro. Insieme all'operatrice abbiamo cercato di capire la motivazione, ma non è facile stabilirne la vera causa: potrebbe essere stato lo stress e l'ansia che avevo durante la sessione, il nervosismo internalizzato che ho poi rilasciato nei giorni seguenti, o una reazione sempre nervosa allo stress del dermografo (non dimentichiamo che è un macchinario come quello dei tatuatori, e quando facciamo un tatuaggio poi un po' di fastidio si sente anche sul corpo, figuriamoci in prossimità degli occhi). Detto questo, non è una cosa comune, anzi è piuttosto rara e posso confermarlo perché poi le altre due volte è tutto andato come previsto. Purtroppo, questi fastidi sono durati 12 giorni e, nel frattempo, le croste erano cadute già da un bel po', lasciando sotto solo un alone rossastro molto sbiadito. Anche questo non è comune: normalmente sotto le croste il pigmento perde intensità nei primi giorni, ma nelle settimane successive torna a ripresentarsi, seppur non perfetto, ma più visibile, in attesa del ritocco. Dopo averne discusso con Stefania, abbiamo scoperto che il pigmento che aveva acquistato era di un lotto fallato, ammesso poi dalla casa produttrice, per cui il secondo appuntamento sarebbe stato un reset completo e saremmo, di fatto, ripartite da capo.



NOTA BENE: normalmente queste cose non accadono e l'operatore non ha colpe se un lotto è fallato. Una volta cambiato il fornitore e la ditta produttrice, le cose sono andate tutte per il verso giusto. Inoltre, la sessione "extra" non è stata contata nel prezzo finale del trattamento.

RITOCCO

Il ritocco, che si è poi rivelato un lavoro ex novo, è avvenuto verso la fine di febbraio 2020 e, data la mia reazione al dermografo, Stefania ha ritenuto opportuno effettuare solo microblading per il momento per vedere come avrebbe reagito la pelle e quanto pigmento sarebbe rimasto. Qui sotto il sopracciglio guarito dopo la sessione di solo microblading: questa volta il pigmento si vede eccome e non ho avuto dolori di sorta. Certo, la forma appare leggermente sbiadita perché, come dicevo poco sopra, effettuare solo microblading su una base inesistente come la mia dà un risultato meno evidente e più sbiadito. Ma questo era solo un intermezzo, avevamo già stabilito di fare un secondo e ultimo ritocco dopo un mese.


Come se non bastasse, c'è stata l'emergenza Covid-19 e il lockdown, per cui l'ultimo ritocco è slittato ben oltre il mese previsto. Arriviamo a giugno 2020, e finalmente possiamo tornare, con mascherine e tutti i dispositivi di sicurezza del caso, in studio da Stefania per completare il lavoro. Questa volta, eseguirà sia microblading sia dermografo, per dare il tocco finale e stabilire la forma finale.

Ahimè - letteralmente - c'è stato un ultimo intoppo: non sappiamo come mai, ma la crema anestetica questa volta non ha fatto ALCUN effetto e ho sofferto le pene dell'inferno durante le passate con il dermografo. Anche qui, non è una cosa comune: la crema anestetica viene riapplicata costantemente per mantenere la zona insensibile, così da non sentire il dolore, per cui è stato davvero strano che non facesse effetto per tutta la durata del trattamento. Comunque, stringendo i denti e a forza di lacrime amare, il lavoro è stato terminato e qui sotto potete vedere il risultato appena eseguito.

Qui sotto, invece, il sopracciglio è completamente guarito e non ci sono più croste. Possiamo vedere i peli del microblading, ma con sotto una base che dà una leggera tridimensionalità al sopracciglio. Ci sono delle zone più spoglie, dove probabilmente il pigmento non ha preso benissimo.


RISULTATO - SODDISFATTA? - PREZZO? - QUANTO DURANO?

Ed eccoci qui, alle considerazioni finali. Devo dire che l'intera esperienza ha avuto alti e bassi, ma sono felicissima di averla intrapresa perché ora questo è il mio nuovo sguardo con cui mi sveglio la mattina. Non che quello di prima avesse qualcosa di sbagliato, ma sappiamo tutti che quando qualcosa non ci piace di noi stessi, a volte ne facciamo una malattia. Io avevo stabilito che sì, mi piacevo anche così com'ero, a patto che fossi completamente struccata non mi dava fastidio non avere sopracciglia, ma truccandomi non potevo fare a meno di strutturare una bellissima nuova arcata. E dopo averlo fatto per tantissimi anni, averne perfezionato la forma e aver provato ogni pomata e matita per le sopracciglia in commercio, alla fine mi ero persino stancata di truccarle, ma dovevo: o così o sarei uscita struccata, piuttosto. Non ammettevo vie di mezzo.

Ora sono felice. Le disegnerò lo stesso quando mi truccherò, ma questa volta lo farò con una bella base sotto (perdendo decisamente meno tempo!) e sapendo che la sera, quando mi struccherò, avrò comunque qualcosa che rimane lì e la mattina mi sveglierò e mi sentirò comunque in ordine e con lo sguardo finalmente completo.

Sono soddisfatta?

Sì, certo. Tuttavia, devo premettere che l'idea iniziale che avevo io di questo trattamento è ben diversa da quella che ho adesso e vi spiego il perché.

Facendo ricerche sui social per trovare un'operatore/operatrice che facesse al caso mio, mi sono imbattuta in tantissimi profili di professionisti con feed meravigliosi e lavori eseguiti straordinariamente. Appealing, direbbero gli anglofoni: foto luminose e chiarissime con lavori incredibili, incredibilmente puliti e visivamente attraenti, ovviamente accattivanti da un punto di vista estetico. Mi sembra ovvio: devono far arrivare al pubblico la loro bravura, la loro maestria ed è esattamente ciò che cercavo io, in fase di ricerca.

Detto questo, è giusto secondo me far notare che i lavori esposti nella moderna galleria d'arte che è Instagram non rispecchiano esattamente il risultato finale di un lavoro complesso come il trucco semipermamente. Ed è per questo che ho voluto scrivere e documentare la mia esperienza così nel dettaglio, con foto e aneddoti; perché il risultato reale non sarà mai quello patinato di Instagram. Un lavoro totalmente guarito non sarà mai come appena eseguito: il pigmento sotto pelle si espande, si allarga, si mette comodo, ed è normalissimo. Dicendo questo, vorrei tentare di normalizzare anche le foto dei lavori guariti, che non saranno perfetti come appena eseguiti, ma sono reali: sono il risultato vero di come appaiono le persone. E lo dico perché ho visto tantissimi video su Youtube di influencer e guru del makeup dare la propria opinione in merito, ma facevano vedere solo il lavoro appena eseguito e non si soffermavano mai nel mostrare il risultato totalmente guarito e, magari, leggermente imperfetto. E non è per screditare gli operatori, anzi, è proprio per dar loro credito e per aiutare anche i futuri clienti a capire bene che tipo di trattamento è, senza filtri bellezza applicati.

Io spero di aver centrato l'obiettivo, mostrandovi tutti i passaggi di questa esperienza e aggiungo che il risultato mi soddisfa nel complesso. Ovviamente mi piacerebbe perfezionarlo in alcuni punti, o magari modificare leggermente alcuni dettagli, ma sono tutte cose che farò poi quando verrà il momento.

Il prezzo?
Il prezzo varia da un operatore all'altro; normalmente questo è un trattamento che si attesta, e raramente va al di sotto, dei 300 euro. C'è un lavoro pazzesco di progettazione, di ricerca e soddisfazione del cliente. I pigmenti e le attrezzature sono tutte monouso e personali per ogni cliente. Senza contare la manodopera: il lavoro fisico dell'operatore che esegue il lavoro, per 2 ore intere di concentrazione massima su una zona così ristretta e delicata.

Quanto dureranno?
La durata del trucco semipermanente varia anch'essa. La linea generale è intorno all'annetto, dopodiché sarebbe bene fare un ritocco per rinfrescare pigmento e forma. Io calcolo l'inizio vero e proprio del lavoro da febbraio 2020 e col passare dei mesi vedrò in che modo svanirà, se durerà un anno o anche più, dopodiché deciderò come procedere. Sono sicura che lo rifarò, devo solo capire quando!

Direi che ho detto tutto, se avete dubbi o domande non esitate a scrivermi qui sotto e sarò più che felice di rispondervi, se posso. Per concludere, vi lascio un mini video di me sotto i ferri! :D


Grazie ad Alice, Annalisa e Stefania per alcune delle foto scattate che ho incluso in questo post.

venerdì 12 giugno 2020

RAW SKIN 2.0

Ispirato al post di oltre un anno fa, ho deciso di mostrare nuovamente la mia immagine senza filtri, senza ritocchi esagerati(solo un po' di esaltazione colori). Con tutti i miei rossori, la texture del viso, i pori, i punti neri e i peletti che possiedo.

E le mie nuove sopracciglia.






Trattatevi con delicatezza. 
Ve lo meritate.

lunedì 18 maggio 2020

FITNESS | ALLENARSI A CASA - yoga, full body HIIT con link

Qualche tempo fa, ho condiviso nelle Stories di Instagram i miei canali youtube preferiti per allenarmi a casa. Come sapete, l'anno scorso è stato il periodo della svolta, in cui ho perso ben 16 kg, periodo di cui magari poi vi parlerò in un post a parte se vi interessa.
Tra alti e bassi, ovviamente, mi sono trovata a gestire una vita estremamente sedentaria per via del lavoro, ma non solo, e a reinventarmi come persona "mezzo-sportiva ma pigra quanto basta per non pagare un abbonamento in palestra". E quindi ho iniziato semplicemente a fare lunghe camminate, a passo lento prima e poi sempre più svelto, seguendo un percorso da più o meno un'oretta, anche solo per andare a fare commissioni in paese. E le calorie fidatevi che si bruciano. Nel frattempo, avevo scoperto lo yoga, con cui ho curato molto più la mia anima che il fisico, devo ammettere, ma mi ha anche insegnato che non sono una mozzarellina come pensavo di essere e che con la pratica un po' di forza posso svilupparla anche io. Infine, ho constatato che solo camminata e yoga non erano abbastanza per perdere i kg e raggiungere il mio obiettivo (ancora NON raggiunto, ma anche di questo ve ne parlerei in un post dedicato), così ho aggiunto allenamenti fitness, cardio e HIIT: High Intensity Interval Training (Wikipedia) per bruciare qualche caloria in più, ma soprattutto per sviluppare tolleranza alla fatica (la mia è pari a zero sottozero) e qualche muscoletto in più. Ora le mie cosce sono sode come il marmo quando sono in tensione. La soddisfazione che provo quando faccio un sumo squat o un frog squat pulsato e sento dolorini propagarsi nell'interno coscia! Endorphines junkie, sto diventando 'na drogata di endorfine!

Comunque, visto che io sono letteralmente rinata da quando ho deciso di fare esercizio fisico almeno 4 giorni a settimana per almeno 20 minuti al giorno, senza ammazzarmi troppo ma senza ricadere nella comoda pigrizia, ho pensato che magari i video che seguo io possono essere utili anche a voi, se state cercando uno stimolo per muovervi ma non ve la sentite di affrontare il confronto con gli altri nelle palestre (che ora sono ancora chiuse, tra l'altro) o nei parchi. Io ho iniziato così perché sono una persona che si vergogna molto se mi sento imbranata a fare certe cose e mi nascondo finché non sento di aver acquisito un po' di sicurezza in me per potermi mostrare (per dire, per mesi e mesi ho fatto yoga con le tende chiuse e quando non c'era Davide, per paura che mi giudicasse. Che testa di cavolo). Detto questo, ora mi rendo conto che questi video, brevi o meno, mi stanno aiutando a sviluppare un abitudine salutare, quella di non fermarmi e di fare allenamento per stare bene, e non solo fisicamente. Qui sotto vi lascio i canali youtube che più frequento e in particolare i video che io ho salvato tra i Preferiti e che seguo, alternandoli, da oltre un anno.

Un mio allenamento quotidiano consiste solitamente in un video lungo da 30 minuti, in particolare quelli cardio a basso impatto; oppure da una combinazione di allenamento gambe + braccia; oppure un video yoga + passeggiata; oppure addominali + braccia. In sostanza, ogni giorno decido come allenarmi, in base a quanto sforzo decido di fare. Non esagero mai combinando più video insieme, soprattutto di quelli più tosti, perché per me non ha senso ammazzarsi di esercizi e star poi malissimo il giorno dopo. Preferisco fare esercizi delicati (o comunque non spacca muscoli) e il giorno dopo sentire un leggero fastidio, ma sempre perfettamente tollerabile.
Per quanto riguarda lo yoga: a mani basse, la miglior yogi su YouTube per me è Adriene, con il suo canale "Yoga with Adriene". In particolare, io amo seguire le playlist di "30 days of..." che Adriene offre a partire dal primo giorno di ogni anno nuovo a tutti i suoi iscritti in modo, ovviamente gratuito. Le preferisco ai video "stand alone", perché offrono un percorso completo di avvicinamento allo yoga, dal riscaldamento per principianti, alla respirazione corretta, fino alla fortificazione del core, delle braccia e la consapevolezza del proprio corpo. Adriene poi è un cuore di donna che ha la capacità di sciogliere ogni tipo di ansia, di preoccupazione e di emozione negativa accumulata nella giornata. Più e più volte mi è capitato di piangere come un'infante per una sua frase detta nel momento in cui ne avevo più bisogno. Per me fare yoga con Adriene non è solo un allenamento fisico, ma un vero e proprio momento di riflessione con e su me stessa.

Invece, di esercizi cardio e fitness in generale vi consiglio questi:

ESERCIZI IN PIEDI
LUMOWELL: allenamento cardio in piedi (20 min, LEGGERO)
LUMOWELL: maniglie dell'amore in piedi (22 min, LEGGERO)
LUMOWELL: cardio a basso impatto senza salti (30 min, 3x rep, MEDIA INTENSITA')

FULL BODY HIIT

BRACCIA

GAMBE

ADDOMINALI
LUMOWELL: Addominali in Piedi (10 min, a basso impatto, LEGGERO)

Il canale di Lumowell, Benessere a 360° lo frequento da molto più tempo, invece MadFit l'ho scoperta grazie a un'altra youtuber, Jessica Braun, e trovo che i suoi video siano generalmente un po' impegnativi per me, e al livello in cui mi trovo (cioè molto basso) non riesco a seguirli benissimo. Ho linkato i video che io personalmente riesco a seguire fino alla fine, mentre ce ne sono altri che sono davvero troppo impegnativi e non riuscirei a starle dietro. Quelli non ve li linko e non li consiglio, se siete alle prime armi. MadFit offre anche dance workout: video di pochi minuti con brani su cui ballare o fare movimenti ben precisi (tipo questo , questo o questo). Quindi, se amate la musica, questi video potrebbero fare al caso vostro e in ogni caso, potete anche solo ballare come vi pare, senza seguire per forza lei!

Spero che questi video e consigli vi siano utili e se avete domande, scrivetele qui sotto!

sabato 11 aprile 2020

UPDATE | Che succede?

Diario di bordo.

Oggi ho aperto la pagina del blog e mi sono resa conto che l'ultimo post pubblicato risale a gennaio. "Che succede?" Come disse il buon Morgan rincorrendo Bugo fuori dall'Ariston.
Photo credit: Colvin IG stories
Gennaio: sembra passato un anno e invece siamo solo ad aprile. Nel frattempo, è arrivato il COVID-19 e siamo in quarantena, chiusi in casa a fare i conti con noi stessi e con le conseguenze del dopo-coronavirus quando si arriverà alla fine di questa storia; è passato oltre un mese da quando ci è stato detto di non uscire se non per questioni di necessità, e tra l'altro io a casa ci sto benissimo. Altro che quella cosa nuova che chiamano "smart working", io smart worko da casa, in solitaria, dal 2014, quindi di che quarantena stiamo parlando?

Eppure...
La mancanza di qualcosa di importante si sta facendo sentire: di quelle poche ore a settimana in cui vado dai miei a mangiare cena, da sempre viste come una cosa ovvia, dovuta, normale. Ordinaria amministrazione. Di quei brevi momenti in cui, quando entro dalla porta della loro casa, sento tre voci che gridano: "ZIAAA!". Di quella stretta troppo stretta, siciliana, di mia nonna che mi martoria la guancia con la mano per avvicinarmi a lei e darmi un bacio. Tutte azioni che ora vedo come miraggi e che prima erano solo l'ennesima serie di cose normali nella vita. Non che dessi loro poca importanza prima, ma come tutte le cose si apprezzano sempre di più quando ti mancano un po'.

Ammetto di sentirmi in una posizione privilegiata: non ho perso il lavoro (non ancora, almeno!), condivido il distanziamento sociale con Davide - quindi non sono sola - e soprattutto ho la possibilità di fare più o meno tutto quello che mi passa per la testa per far passare il tempo. Mi alleno, cucino, impasto pizze e dolci (quando trovo farina e lievito negli scaffali dei supermercati!!!&%/*), faccio yoga, prendo il sole in cortile... Non ho proprio nulla di cui lamentarmi.
Tuttavia, ho passato le ultime due settimane in tenuta costante da casa, senza trucco né la minima parvenza di dignità, ho condiviso sui social le mie giornate power più positive, di workout, di yoga, così come quelle meno belle: quelle tristi, di ansia e di autocommiserazione. L'ho fatto perché sono convinta del potere della condivisione "no matter what" di momenti giusti e meno giusti. La mia idea di social non è far apparire tutto splendidamente candido ed etereo (kudos a chi ci riesce!), ma di raffigurare ogni aspetto della vita così com'è, in modo genuino e sincero, perché farlo mi ha fatto capire che in qualche modo aiuto anche voi, che mi scrivete in messaggio privato e parlate con me di tutto ciò che ci succede e di ciò che proviamo.

Ora però vorrei sapere da voi come state, cosa fate e come state affrontando questa quarantena. Che cosa vi manca di più della normalità? E che cosa non vedete l'ora di fare quando tornerà tutto a posto? Io non aspetto altro che sfondarmi la faccia di sushi e sashimi!

Vi aspetto qui sotto nei commenti.
Un abbraccio virtuale fortissimo, spero che stiate tutti bene e buona Pasqua.